luglio 21, 2009 3

New Communication Tasks

By Raffaella R. Ferrè in pezzi

Nella unit 8 la zia di Tim, tale Aunt Mary, dava prova di poca ospitalità. Questo stavo pensando mentre casa si mise a ballare e vidi certi chiodi uscire dal muro come fossero stati trapani al rovescio. Il ferro veniva fuori e sull’asticella ballava il quadro, la stanza più che tremare pareva rimpicciolirsi addosso a me, i termosifoni mi venivano contro. Io che stavo nel centro, nel libro Aunt Mary apriva la porta al tizio nero e diceva: do you want some pickles? Li vuoi due cetriolini?

Il tizio nero rispondeva sempre pregiato. Teneva l’anima di ferro quest’uomo, tipo terminator o chessoio, sempre gentile e chiaro: No, thanks, diceva. Allora io arrotavo la lingua sulla th ma sulla faccia tenevo la smorfia del disprezzo profondo. Ad Aunt Mary bisognava dire altro, non solo No Grazie, ma anche vecchia bagascia, io vengo a trovare l’amico mio e tu mi offri i cetriolini? Lo vedi che la cosa del razzismo non è finita, che io sono nero e allora non mi puoi offrire il caffè perché ti ricordi delle piantagioni? Brutta stronza, tu dovresti offrirmi del thé come da tradizione inglese, il Princes of Wales nella scatola grigia per la precisione, con accanto i butter danish cookies nella scatola di metallo blu, bianchissimi e a contrasto rispetto al mio colore!

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La stanza tremava, io come il tizio nero che mi pare si chiamasse Tom restavo educatamente sulla porta ad aspettare Tim biondo con gli occhiali, venuto dall’America scollacciata con la speranza di riconquistare la morale perduta nella vecchia Europa, ospitato a casa di sua zia da tre unit. Avrei atteso venti minuti, poi Tim sarebbe stato pronto per uscire e schiattarci la testa in qualche pub. Si trattava solo di stare calmo, invece stavo là teso, la vecchia mi metteva ansia: solo nella unit 12 avrei imparato il suo numero di telefono a memoria e solo allora avrei potuto chiamar prima per accettarmi che in casa non ci fosse stato alcun cetriolino e che Aunt Mary fosse morta di stenti. Allora sì, avrei portato con me un cartone intero di Baffo D’Oro e pure il Melanù. Nel frattempo la vecchia era davanti a me, manco m’aveva fatto entrare, piantata sulla porta con la camicia con il fiocco in canna, il sorriso mellifluo da megera e il buccaccio con sti cilindretti verdi in salamoia.Sul fumetto illustrativo le pareti di casa erano giallognole; noi avevamo fatto delle freccette e scritto che i cetriolini erano, in realtà, il pesce ammuffito del professore di fisica che pure il cesso si scocciava di prendere o anche la merda secca di stitichezza di Josephine, la lettrice di Inglese che veniva ad insegnarci la civilizesciòn che noi non ne avevamo mica. Adesso Josephine voleva anche insegnarci educazione sessuale, ma non intesa nel senso delle formule in lingua inglese per ottenere una scopata o nel geometrico fatto di metti dentro e tira fuori, ma nel senso di comportarsi as a man of honour and pride. Sta cosa era venuta fuori quando Rosa Miasullo era tornata incinta dalla gita di secondo superiore senza sapere di chi perché avevamo fatto il gioco di indovina chi stai scopando tenendole gli occhi bendati mentre a turno la fottevamo per due secondi netti. Poi lasciavamo la mano a quello dopo. Manco noi eravamo certi, sapevamo solo di esser cinque, io e Giampiero e anche Nicola, Enzo e il tizio rosso che era stato bocciato l’anno prima e che tutti chiamavano per cognome. Lui era il solo che Rosa Miasullo aveva riconosciuto, perché alla fine se ne era uscito con una bestemmia stretta nel suo dialetto. Quindi l’aveva accusato pubblicamente durante la riunione scuola-famiglia.

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Adesso Josephine, in seguito allo scandalo che era uscito pure su certi giornali locali con toni moralisti sui giovani maschi d’oggi e la loro capacità di far male, ma solo alla gente scema, ci voleva apparare. Spiegò a noi tutti che dovevamo amare una donna, anche se per venti minuti in gita a Rimini Riccione Ravenna. Che dovevamo usare le precauzioni del caso, fosse stato pure il salto della quaglia. Che dovevamo chiedere il permesso di proseguire in rapporti non canonici sul seggiolino reclinato della fiat duna. E’ che dovevamo richiamare il giorno appresso, che non si capisse che una volta venuti il contratto a progetto si dichiarava concluso, perché pareva brutto, poi che figura ci facevamo, gli dei del paradiso ce l’avrebbero fatta pagare carissima, hai voglia a chiedere pietà. Josephine ci metteva due sul registro e diceva: make as her was your sister, your sister, your sister. Fate come se lei fosse vostra sorella. Poi si passava alla Unit 8 del New Communication Tasks.

 1) Tom voleva andare in america da Tim;
2) Tom era ricchione e voleva stare con Tim;
3) Tim come la fica stretta giusta e con il posto letto a Los Angeles per Tom ma stava Aunt Mary con il cetriolino;

Bisognava essere gentili e aggirare l’ostacolo.
Io tornavo a casa con l’autobus, mi chiudevo a chiave a tre mandate, aprivo il libro e mi concentravo bene. Pensavo alla freddezza di Tom, al suo aplomb da maschio nero.  Pensavo che Aunt Mary avrebbe potuto pure farlo entrare prima in casa, dio santo, sedersi sul divano, prima di venire con i cetriolini. Questa femmina era così poco ospitale, cristo, tutta tesa a chiedere conferme. Pensavo che alla fine con il fatto che Rosa Miasullo si era impiccata al pennone della chiesa io c’entravo poco pure se ero stato l’unico a venirle dentro e pure un poco sulla pancia, che tanto non lo sapeva nessuno. Stavo impettito così, al centro della stanza, quando le pareti si misero a tremare forte e fece il fatto del trapano al contrario e pure la mensola con i tre libri che tenevo si rovesciò sul pavimento. Era il terremoto, non lo so, forse, non lo so, con me c’era Tom, chiesi a Tom se dovevo fuggire o scappare sotto l’arco della porta,  Tom diceva No Thanks, No Thanks, No Thanks, io lo ascoltai, restai fermo con lui, dopotutto pure Josephine l’aveva detto che la chiave era tutta là, dire “No” e poi “grazie” al momento giusto.

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3 Responses to “New Communication Tasks”

  1. slacko scrive:

    Madonna! New Comunication Task! il mio libro di inglese alle medie!
    Il dialogo del capitolo 1 lo so ancora a memoria!
    -Here’s a present for you, it’s a book!
    -A book? Oh, thanks!

  2. Io mi ricordo anche di Ultraviolet :)

  3. danila ravenna scrive:

    era il mio book di inglese delle medie!!lo sto cercando perchè in tanti traslochi s’è perso. qualcuno sa come trovarlo o se si scarica o se esistono fotocopie?risp via mail grazie

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