Raffaella R. Ferré

Scrivo. Ho gettato tanti semi di parole che dovrei camminare in un roseto. Sì, so delle spine.

Aidovuannavuei

Dic
03

Voglio vendicare una
generazione intera
dicendo che il problema
nostro è aver visto
Dawson’s Creek nel momento
in cui si formano le coscienze
civili siamo diventati
biondi
castano schiarito dal sole
sinceri pure troppo
incapaci di mantenere
ogni segreto è una rivelazione da fare
nel momento meno indicato
postumo
regalare foglia d’oro piuttosto che
un bel romanzone best seller
amici sempre di spalle leggere
gambe agili
nel peggiore dei casi siamo
logorroici convinti

(tutti i nostri sogni si
realizzaranno presto o tardi,
se ciò non accadrà non faremo in tempo ad accorgercene mica.

Moriremo,
esattamente come
la compianta Jen Lindley)

Turutururu, turutururu


nota a pié pagina

Ciò detto, nel mese scorso sono uscite due antologie molto carine, ma io non sono brava a fare quelle cose del ciao compratemi sono molto fica yeah yeah anzi, mi trovo in un momento in cui i Cure al mio confronto sono cantanti per bambini. Vi racconto la cosa in poche righe prima che finisca la puntata e sono sicura che capirete.

Babbo Natale è strunzLa prima serve nel caso abbiate poca simpatia del Natale o conosciate qualcuno con lo stesso tipo di idiosincrasia. Personalmente a me le feste piacciono perché sono una persona mainstream fondamentalmente attratta dal lieto fine e dai roccocò. Ma sulla stampa patinata e nelle librerie Babbo Natale è strunz va forte più o meno come Abby Morgan andava liscia coi liquori e pure mio zio, con cui non parlo da circa anni tre, pare abbia gradito la cosa. Dietro il cappello da Santa Claus c’è la 80144 di Paolo Baron , mio personale e fidatissimo consigliere.

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Trema la terra

L’altra si chiama Trema la terra e ha una copertina disturbante che mi piace alquanto. Racconta dei terremoti, fisici o emotivi, che vengono ad aprire crepe sul nostro soffitto. Non l’ho ancora letta per bene ma vi posso dire del mio racconto e del fatto che mi piacerebbe farvelo leggere, più che altro perché una volta finito di scriverlo mi pareva d’essere rimasta in mutande e reggiseno. La casa editrice è una casa molto in, si chiama Neo e fa questa cosa fighissima di mettere una piccola macchia sulla faccia dei suoi autori e noi femmine si può giocare a fare le madamigelle francesi.

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.Altra news è che su Amazon. it trovate anche Santa Precaria, la prima cosa seria che ho scritto in vita a parte certi temi sul disagio giovanile alle scuole superiori. Siccome qualcuno mi chiede anche cose sulla mia vita personale allora ve le dico:

1) la pisquanica sensazione post vino novello di cui andavo cianciando un mese fa e più è miseramente caduta come cadono le foglie degli aceri a novembre sul viale che porta dalla stazione di Eboli al centro storico.

2) il mio lavoro attuale è indignarmi, quindi faccio la giornalista freelance impegnata e scrivo anche editoriali tipo questo qua.

3) sono infastidita dal futuro e terrorizzata dal passato. A parte questo vedo tutto rosa.