Sono multitasking, ho due giga di ram e non dimentico mai nessuna cosa per volta. Una volta avevo scritto una cosa ben argomentata su chi sono e soprattutto perché, ma il computer piccolo si è rotto e mi è mancato il tempo (anche il coraggio) per portarlo dal tecnico. Il computer è ancora nella mia valigia bianca e credo là rimarrà.
Sono nata nel 1983 a Eboli e vivo a Napoli. Mi sono laureata con una tesi sperimentale in Storia Contemporanea utilizzando la commedia italiana come fonte di analisi per gli avvenimenti del decennio Ottanta a Napoli. Ho scritto tre romanzi: in uscita c’è “Inutili Fuochi” (66thand2nd, aprile 2012) che racconta dell’estate e delle sue conseguenze, ma ho cominciato con “Santa Precaria” (Stampa Alternativa,2008), racconto di quel che succede a mettere assieme assenza d’amore e di lavoro in un piccolo paese del sud Italia, e “La mia banda suona il porn” (80144, 2009), storia vera di una band napoletana che dal Premio Ciampi si ritrova a musicare film hard sempre per l’annoso problema che per campare ci vogliono i soldi. Miei racconti sono stati pubblicati da Mondadori nell’antologia “Non è un paese per donne” (2011), Aliberti nella raccolta “Strozzateci Tutti” (2010) e da Marcos y Marcos in “Trenta secondi di universo”. Nel 2008 ho ricevuto il Premio “Giancarlo Siani” dedicato alla memoria del giovane cronista napoletano ucciso dalla camorra e nel 2010 ho vinto il “Born to Write” per la promozione della giovane creatività italiana a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ mio il testo scelto per aprire la manifestazione “Se non ora, quando?” a Roma il 13 febbraio 2011, attraverso la voce dell’attrice Isabella Ragonese. Scrivo per “Il Mattino” di Napoli.
La domanda che mi faccio più spesso è se sono del segno del Capricorno o sono del segno dell’Acquario. La cosa certa è che sono ascendente Cancro ché i Cancro sono teneri rompicazzo lunatici, e io ci metto la firma. La cosa che mi piace di più fare al mondo è andare in motorino. Il motorino – scrivevo nella cosa ben argomentata che non trovo più – è, nella fattispecie, quello di Andrea. Quindi – continuavo nella cosa che avevo scritto parlando al futuro di una cosa oggi è passata – quando finirà questo lavoro sarò a piedi, senza soldi e senza sigarette (perché anche le sigarette erano quelle di Andrea).
Mi piace molto ascoltare la musica e cantarci sopra, credo sia perché sono cresciuta in una casa dove ci voleva la colonna sonora anche per lavare i piatti. Mi piace molto ascoltare più volte la stessa canzone e cantarci sopra, credo sia perché sono cresciuta in una casa con il mangianastri senza autoreverse. Ho i capelli biondi ma i colori e i tagli gli ho provati tutti, come i gusti di gelato. Sono una persona gentile e visto come stanno messe le cose mi piace pensare sia un fatto abbastanza rivoluzionario.
Prova certa di me è la partenza di slancio e la permanenza in libreria. Vado spesso nei posti dove si comprano romanzi e raccolte di poesia, saggi storicopolitici sugli anni trenata quaranta cinquanta, anche se in quel momento non posso permettermeli. Ci vado perché leggere un libro preso in prestito è come stare con un uomo sposato: devi sempre sperare che non ti piaccia troppo. Sono molto grata ai pomodori da insalata, li avete presenti tutti? Rossi e tondi, conditi con il sale, un filo d’olio e uno sproposito di origano. Mi piacciono i posti freddi e il vento (specialmente quando si allunga su via Foria) i tacchi (alti, tipo cubano), le scarpette da ginnastica bianche con la chiusura in velcro, i caffé nei bar di piazza Carlo Terzo o di Viale Augusto, certe sere sul tardi o la domenica mattina, con il giornale piegato sotto il braccio. Mio luogo d’elezione sono gli autobus e i treni. Ogni autobus o treno che corre per chilometri o più e poi si ferma é un cavallo a cui è uscito il morso di bocca, ha la mia mano sopra e certe volte anche la mia grafia di quando ancora pensavo che per esser davvero vicina a una persona bisognava scrivere sul retro dei sedili giorno, mese e anno.
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E’ ufficiale, seguirò il tuo blog :-)
io il motorino ce l’ho ancora, anzi, la Vespetta 50 (un PK mica la Special) che mi accompagna ogni gg in stazione. Nonostante l’età, 42, ai semafori tento sempre la competizione (perdo, regolare) e in curca vorrei pure andare in piega. Bello il tuo blog, cercherò anche il tuo libro. :)
grazie carmen e benvenuta!
saluti alla vespetta ;)