Bio
Sono multitasking, ho due giga di ram e non dimentico mai nessuna cosa per volta. Una volta avevo scritto una cosa ben argomentata su chi sono e perché soprattutto, ma il computer piccolo si è rotto e mi è mancato il tempo (anche il coraggio) per portarlo dal tecnico. Il computer è ancora nella mia valigia bianca e credo là rimarrà.
Sono nata ventott’anni fa ad Eboli, luogo noto ai più perché s’è fermato Cristo, fanno le mozzarelle e sta la rotatoria maledetta di Santa Cecilia che, se sei fortunato, d’estate ti porta dritto fino al mare e se non lo sei, sempre d’estate ma con l’aria condizionata rotta, ti porta a smadonnare all’altezza di Ponte Barizzo. Vivo a Napoli, luogo che ho scelto come casa il giorno in cui ho sentito chiamare capicazze i kamikaze dell’11 settembre perché se la sventura è quella almeno ci facciamo due risate. La domanda che mi faccio più spesso è se sono del segno del Capricorno o sono del segno dell’Acquario. La cosa certa è che sono ascendente Cancro ché i Cancro sono teneri rompicazzo lunatici, e io ci metto la firma. La cosa che mi piace di più fare al mondo è andare in motorino. Il motorino – scrivevo nella cosa ben argomentata che non trovo più – è, nella fattispecie, quello di Andrea. Quindi – continuavo nella cosa che avevo scritto parlando al futuro di una cosa oggi è passata – quando finirà questo lavoro sarò a piedi, senza soldi e senza sigarette (perché anche le sigarette erano quelle di Andrea).
Mi piace molto ascoltare la musica e cantarci sopra, credo sia perché sono cresciuta in una casa dove ci voleva la colonna sonora anche per lavare i piatti. Mi piace molto ascoltare più volte la stessa canzone e cantarci sopra, credo sia perché sono cresciuta in una casa con il mangianastri senza autoreverse. Ho i capelli biondi ma i colori e i tagli gli ho provati tutti, come i gusti di gelato. Sono una persona gentile e visto come stanno messe le cose mi piace pensare sia una cosa abbastanza rivoluzionaria. Credo a tutte le cose buone e a nessuna delle cattive: a supporto delle prime ho l’esistenza di Michael Stipe, di Francesco Bianconi e di Emily Dickinson.
Ho lavorato come giornalista in tivù giornali quotidiani settimanali mensili e nelle pause da precariato spinto ho studiato Scienze della Comunicazione. Mi sono laureata con una tesi in Storia Contemporanea, poi siccome non ne avevo abbastanza mi sono messa a studiare Teorie e tecniche della comunicazione audiovisiva ma ho dei problemi a immaginarmi laureata di nuovo. Il fatto è che mi piace lavorare, sì. Lavorare assieme alla gente, ma anche lavorare da sola. Una volta scrivevo di non lavorare più senza retribuzione come se ci fosse una specie di trucco e le parole fossero più importanti delle intenzioni. Adesso so che non è così e mi limito a pregare Santa Rita da Cascia ogni ventisette del mese e a fare parte del Coordinamento giornalisti precari campani.
Prova certa di me è la partenza di slancio e la permanenza in libreria. Vado spesso nei posti dove si comprano romanzi e raccolte di poesia, saggi storicopolitici sugli anni trenata quaranta cinquanta, anche se in quel momento non posso permettermeli. Ci vado perché leggere un libro preso in prestito è come stare con un uomo sposato: devi sempre sperare che non ti piaccia troppo. Sono molto grata ai pomodori da insalata, li avete presenti tutti? Rossi e tondi, conditi con il filo d’olio e uno sproposito di origano. Mi piacciono i posti freddi e il vento (specialmente quando si allunga su via Foria) i tacchi (alti, tipo cubano), le scarpette da ginnastica bianche con la chiusura in velcro, i caffé nei bar di piazza carlo terzo o di viale augusto, certe mattine o la domenica, con il giornale piegato sotto il braccio. Mio luogo d’elezione sono gli autobus e i treni. Ogni autobus o treno che corre per 80 chilometri o più e poi si ferma é un cavallo a cui è uscito il morso di bocca, ha la mia mano sopra e certe volte anche la mia grafia di quando ancora pensavo che per esser davvero vicina a una persona bisognava scrivere sul retro dei sedili giorno, mese e anno.
Adesso scrivo altre cose. I romanzi sono: Santa Precaria (Stampa Alternativa), La mia banda suona il porn (80144). Racconti miei nelle raccolte: I love porn (80144), Qui si chiama fatica (L’ancora del mediterraneo), Se mi lasci non male (Kairòs), Trenta secondi di universo (Marcos y Marcos), Trema la terra (Neo), Babbo Natale è strunz (80144), Strozzateci tutti (Aliberti)
Nel 2008 ho avuto una menzione al Premio Siani con Santa Precaria, nel 2010 ho vinto il Born to Write con il racconto Cliffhanger. Il 13 febbraio 2011 un mio testo ha aperto la manifestazione Se non ora, quando? in piazza del Popolo, a Roma, attraverso la voce di Isabella Ragonese. La cosa mi fa tanto felice.
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[...] raccontare la storia siamo io e Paolo Baron. Paolo Baron è molto simpatico. Io non [...]