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	<description>il blog di Raffaella R. Ferré</description>
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		<title>E&#8217; il tempo che è, finalmente (cit.)</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 15:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella R. Ferrè</dc:creator>
				<category><![CDATA[petite jeune fille]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti anni fa, mi scoccio di contare quanti, è successa una cosa per cui si è sempre detto:  mi ricordo che. Se il tempo si confonde è forse colpa del caldo ma il trucco di tenere le cose vicino agli occhi mi riesce ancora: per questo tengo gli sbagli soliti nelle dita di una mano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Molti anni fa, mi scoccio di contare quanti, è successa una cosa per cui si è sempre detto:  mi ricordo che. Se il tempo si confonde è forse colpa del caldo ma il trucco di tenere le cose vicino agli occhi mi riesce ancora: per questo tengo gli sbagli soliti nelle dita di una mano e nell&#8217;altra le cinque soluzioni. Metterle in pratica resta una difficoltà, ma tant&#8217;è.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto ad allora mi sento cambiata di poco, in fondo. Certe volte sono ancora una persona stanca di aspettare e stanca di esserci sempre, seduta sul bordo del letto con i piedi scalzi.<br />
Scrivere cose che vorrei poter dire e dire cose che non si possono scrivere.<br />
Un tizio che ci provava con me, quando era in vena di complimenti mi diceva: nella scrittura tu hai poco spazio per le bugie. Io gli sorridevo, ci credevo, anche se lui era uno di quei tizi che hanno con la vita lo stesso atteggiamento dei salumieri con gli affettati. Dalla sua aveva dell&#8217;ironia: mi chiedeva di non scrivergli, se mai mi fosse passato per la testa.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, veniamo a noi: la cosa più importante che mi è stata mai scritta in questi anni è stato un augurio di morte via sms. La cosa più importante che mi è stata mai detta è stata: smettila di aspettarti il colpo di scena, tra 10 minuti non sarà cambiato nulla. Fuori erano le tre di notte e più  delle parole dall&#8217;altro capo del filo a sembrarmi crudele fu il  tempo che mi rimaneva. Nella casa spenta avrei dovuto riattaccare, spegnere la luce della cucina, togliermi le scarpe e andare in camera senza svegliare nessuno, spogliarmi e mettermi al buio ad aspettare il sonno o la mattina. Era intollerabile. Tornare a misurare la distanza per invogliare il distacco. Dire: mezz&#8217;ora fa, due ore fa, ieri, l&#8217;altro mercoledì, due settimane fa, un mese, un anno o due. Senza alcuna garanzia che la persona in questione non si sarebbe mai più fatta risentire. L&#8217;incognita X bastardissima che sta nel futuro e che ti dice all&#8217;orecchio: ma tu cosa ne sai?. Mi veniva sempre in mente quella canzone di Don McLean, quella che dice: <em>il muschio cresce grasso su una pietra che rotola</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma poi quella canzone l&#8217;ha rifatta Madonna e ci ha messo il ritornello breve e stupido al posto delle strofe lunghe. Ma poi io ho iniziato a fare il gioco inverso: tenermi accanto anche le cose e le persone che in qualche modo m&#8217;avevano ferito e fatto male. Perché potessi scoprirne i difetti, perché potessi apprendere con sollievo la notizia che erano più vicini ad un altro che a me.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cose più importanti, verrebbe da dire, sono allora le cose cattive?<br />
Non proprio, è solo che ho molto rispetto per le parole dette fuori dai denti: siccome mi fanno paura ne sono attratta, siccome sono terribili non posso distogliere lo sguardo. Allora le temo e riconosco loro il pregio di farti tutto il male possibile subito, di essere sincere e chiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Io avrei sempre voluto rispondere: morite voi! è per voi che non cambierà niente!<br />
Sempre voluto dire: io avrò ancora mesi freddissimi, sciarpe e code di cavallo.<br />
Ma non ho mai detto niente del genere e non perché non lo pensassi o fossi troppo buona.<br />
Era solo che dovevo trovare il tempo di scriverne.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">La cosa più bella del mondo sono le persone che ti dicono: resta. La cosa più bella del mondo sono gli impegni che ti senti sulle spalle, non parlo di competizione, no, perché in quello non sono buona, parlo dei piccoli orgogli nascosti nelle responsabilità. La cosa più bella del mondo è il tempo che viene. E anche quello che passa.<br />
Disse lei mettendo il ventilatore a velocità 4.</p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 23:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella R. Ferrè</dc:creator>
				<category><![CDATA[petite jeune fille]]></category>

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		<description><![CDATA[Le cose cambiano e un poco pure io. Bisogna cambiare anche i feed rss perché ci sta qualche cosa che non va. Ergo, se qualcuno di voi vuole offrirsi in qualità di manutentore, prego.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le cose cambiano e un poco <a href="http://www.santaprecaria.com/blog/due-di-me/">pure io</a>. Bisogna cambiare anche i feed rss perché ci sta qualche cosa che non va. Ergo, se qualcuno di voi vuole offrirsi in qualità di manutentore, prego.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.santaprecaria.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Al coordinamento sta un manifesto che dice: mi impegno a coltivare la mia identità</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 15:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella R. Ferrè</dc:creator>
				<category><![CDATA[petite jeune fille]]></category>

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		<description><![CDATA[A gennaio bau, a febbraio pure sto abbastanza da cani, marzo pare meglio ma aprile mette in chiaro le cose anche per maggio e così fino a quando viene Londra. A Londra si va al contrario, le strade vanno prese contromano e controvento quindi io mi ci ritrovo bene e quando torno comincio ad apprezzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A gennaio bau, a febbraio pure sto abbastanza da cani, marzo pare meglio ma aprile mette in chiaro le cose anche per maggio e così fino a quando viene Londra. A Londra si va al contrario, le strade vanno prese contromano e controvento quindi io mi ci ritrovo bene e quando torno comincio ad apprezzare anche certe canzoni di Tiziano Ferro. L&#8217;estate è tempo di revival: le maniche corte, galassia gutenberg, la gente che mi si ripresenta, ammette d&#8217;essere stronza e vorrebbe essere ringraziata per quest&#8217;ammissione. La gente che dice: come posso io? come faccio io? E io che ho le risposte che non vanno bene. Luglio non me lo ricordo, anzi sì, ci sono io che scendo le scale della metro di Dante e la persona che è con me che mi dice: dài, torna indietro, io vado solo e io dico: ma no. Credo di aver deciso molte cose con quel &#8220;ma no&#8221;, come se a livello inconscio sapessi già che una mia eventuale corsa su per le rampe non avrebbe cambiato le cose: né il futuro, né come mi sentivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Agosto si chiama Berlino e S-bahn e Wievel kostet das? Settembre sa di aria condizionata e di giornali vecchi, io seduta a cercare le tracce all&#8217;ultimo piano del palazzo delle poste. Il resto dell&#8217;autunno sa di benzina e di cose da fare, tantissime. Fine novembre viene ed è molto bella, non mi rendo nemmeno conto di ciò che perdo per quello che guadagno e si muove davanti a me come un pescetto. Il resto dei mesi lunghi fino a marzo sanno tutti di piccoli traslochi e vento e telefonate e una cosa nuova che mica conosco. Ad aprile, mi pare, capisco che <em>Cara Valentina</em> è una canzone crudele: dalla sofferenza altrui  bisognerebbe imparare con vergogna, specialmente quando siamo stati noi a  causarla. Maggio è Torino e cibo indiano, e un treno che mette in discussione i pensieri e le cose che provo, schiacciata nella prima classe per 7 ore e 20 a dire a me stessa no.</p>
<p style="text-align: justify;">E giugno è di nuovo qui, così diverso dall&#8217;anno prima, difficile e nuovo assieme,  così uguale per certi versi che mi viene il dubbio che la costante sia io, infine. Certe volte mi chiedo se davvero sono <a href="http://www.borntowrite.it/portale/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=29:27042010-btw-narrativa-i-vincitori&amp;catid=4:newsdabtwcat&amp;Itemid=18" target="_blank"><em>Born to write</em></a> come mi hanno detto a Parma o Born to e basta, io che ci provo a prendere la rinuncia come un valore e che invece non rinuncio mai. Luglio fino ad ora ha portato la voglia di tagliarsi i capelli con tutti i nodi e i riccioli di quando sono troppo scocciata per farmi la piastra e anche un poco il genio di mettersi di lato e ridere, sorridere a chi c&#8217;è sempre stato, in questi mesi. Non lo so che cosa viene adesso, ma vi posso passare la mia colonna sonora.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/D5ihsxw_1n0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/D5ihsxw_1n0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.santaprecaria.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Il blog era chiuso come un parrucchiere il lunedì mattina</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 22:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella R. Ferrè</dc:creator>
				<category><![CDATA[im-precando]]></category>

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		<description><![CDATA[e io avevo trovato un lavoro.
Poi l&#8217;ho perso, ma questa è un&#8217;altra storia. Mentre avevo un lavoro ero molto felice: mi piacevano le cose da fare, mi piaceva la gente con cui le facevo, mi piaceva anche il mio capo. Okay, quest&#8217;ultima affermazione non è completamente vera, ma poiché si ama solo nel ricordo allora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">e io avevo trovato un lavoro.<br />
Poi l&#8217;ho perso, ma questa è un&#8217;altra storia. Mentre avevo un lavoro ero molto felice: mi piacevano le cose da fare, mi piaceva la gente con cui le facevo, mi piaceva anche il mio capo. Okay, quest&#8217;ultima affermazione non è completamente vera, ma poiché si ama solo nel ricordo allora diremo che: tutto era bello e io procedevo con grazia,  avevo tacchi e buonumore con me anche la mattina di pioggia in cui ho preso una superbotta in motorino su viale Augusto.</p>
<p style="text-align: justify;">A lavoro avevo una colonna sonora perenne di televendite di biancheria per la casa e batterie di pentole col fondo fuso per una cottura al vapore e pensavo d&#8217;esser molto fortunata che io in una fabbrica di materassi in lattice, per dire, mai avrei potuto stare: m&#8217;avrebbero trovato morta in una vasca di gomma bianca il giorno appresso e i giornali avrebbero fatto titoli sul perché m&#8217;ero avvicinata tanto al macchinario per la schiuma: <em>Mistero alla fabbrica di materassi, giovane si rapprende nel caucciù. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Il mio lavoro, invece, consisteva in molte altre cose, alcune delle quali seriamente scassacazzo ma senza pericolo di vita imminente. Ancora, per un paio di ore a settimana non dovevo fare altro che mettermi in ghingheri tipo matrimonio e stare seduta ad aspettare. Non so se si può parlare di un&#8217;attesa vera e propria perché aveva tempi brevi- uno in cui cominciare, uno in cui finire &#8211; e in questo spazio vuoto ma ben delimitato io mi limitavo a sorridere: anche fare la cosa che meno mi riesce al mondo, aspettare, era funzionale e semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo spazio vuoto e circoscritto io aspettavo email, cosa che mi pareva avesse assai a che fare con il mio karma ché aspettavo sì ma ricevevo, di botto, tutte le email che mi erano mancate nei mesi precedenti. E quando alzavo gli occhi dallo schermo pc azzurrognolo appena graffiato avevo facce simpatiche a cui sorridere. La mia aspettativa non veniva delusa e trotterellavo verso il finesettimana con lo stato d&#8217;animo adatto a passare il sabato in giro allo stremo delle forze e la domenica a letto in stato catatonico.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo per dire che mentre il blog era chiuso come una saracinesca di parrucchiere di lunedì mattina, fuori era un bel periodo pieno di vento, di telefoni, di sigarette e di fotocopie.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7VLMTegJDcQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/7VLMTegJDcQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.santaprecaria.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Preghierina primaverile</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 13:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella R. Ferrè</dc:creator>
				<category><![CDATA[pezzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Adesso che aspetto il signore del gas
coi piedi scalzi davanti alla porta
e il gatto che fa miaomiao dietro
fammi vincere il grattaevinci, madonnina mia
o almeno fai scassare facebook in fascia preserale
addormenta la bambina elena e la bambina anastasia con una febbre
mia nonna le chiama febbri mangiarelle
vengono da piccoli e passano con poco
basta stare a letto
Io c&#8217;avevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso che aspetto il signore del gas<br />
coi piedi scalzi davanti alla porta<br />
e il gatto che fa miaomiao dietro<br />
fammi vincere il grattaevinci, madonnina mia<br />
o almeno fai scassare facebook in fascia preserale<br />
addormenta la bambina elena e la bambina anastasia con una febbre<br />
mia nonna le chiama febbri mangiarelle<br />
vengono da piccoli e passano con poco<br />
basta stare a letto</p>
<p>Io c&#8217;avevo un fidanzato una volta<br />
diceva che mettevo il piede appena storto<br />
(il destro)<br />
quando stavo in attesa di qualche cosa<br />
tipo l&#8217;autobus<br />
la conferenza stampa<br />
o lui che veniva sotto casa con la macchina<br />
fiat tipo bianca uno verde seicento blu opel corsa grigio metallizzata<br />
io ci ridevo<br />
non era un tipo particolarmente romantico, no<br />
decisamente, madonnina,<br />
però con lui ci son rimasta un po&#8217;<br />
per paura<br />
che nessuno vedesse più quel piede<br />
(sempre il destro)<br />
appena storto.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Che scrivo poesie ché non c&#8217;ho tempo  di scrivere altro</title>
		<link>http://www.santaprecaria.com/blog/2010/02/che-scrivo-poesie-che-non-cho-tempo-di-scrivere-altro/</link>
		<comments>http://www.santaprecaria.com/blog/2010/02/che-scrivo-poesie-che-non-cho-tempo-di-scrivere-altro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:38:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella R. Ferrè</dc:creator>
				<category><![CDATA[lessico in uso]]></category>
		<category><![CDATA[petite jeune fille]]></category>
		<category><![CDATA[pezzi]]></category>

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		<description><![CDATA[A me piace quando piove e non
devo uscire
o devo uscire presto che c&#8217;ho tempo
di farmi piacere la giornata
nel vento di Piazzale Tecchio con le cuffie e lo zainetto
mi rifletto in un laminato metropolitano
in attesa del C4
Anche il cielo del centro direzionale
Elisa nell&#8217;emmepitré
è azzurro sui palazzi della giunta regionale
quando mi siedo ad aspettare le quattro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me piace quando piove e non<br />
devo uscire<br />
o devo uscire presto che c&#8217;ho tempo<br />
di farmi piacere la giornata<br />
nel vento di Piazzale Tecchio con le cuffie e lo zainetto<br />
mi rifletto in un laminato metropolitano<br />
in attesa del C4</p>
<p>Anche il cielo del centro direzionale<br />
Elisa nell&#8217;emmepitré<br />
è azzurro sui palazzi della giunta regionale<br />
quando mi siedo ad aspettare le quattro e mezza per salire<br />
sulle panchine stanno un barbone e due pakistani<br />
e un cartellone che grida<br />
Vendesi-Affittasi con discrezione </p>
<p>Si può correre veloce nel buio della tangenziale<br />
o verso Piazza Nazionale<br />
contenti del motorino e del freddo<br />
fino a non sentire<br />
fumo fame sete stanchezza sonno<br />
solo il punto interrogativo<br />
fine mese come un nuovo capodanno </p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.santaprecaria.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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