Certi lo hanno letto e mi hanno odiato, certi altri lo hanno letto e mi hanno detto che è bellissimo. Io non ho ancora deciso: la verità sta nel mezzo, dicono, e a distanza qualche anno so soltanto che Santa Precaria è il mio primo romanzo, uscito nel giugno 2008 cioè mentre avevo la sessione di esami – guarda un po’ le congiunzioni astrali- , con le edizioni Stampa Alternativa-Nuovi Equilibri. Lo trovate in tutte le librerie tranne in quelle del mio paese di origine perchè probabilmente mi odiano, nemo propheta in patria ecc.ecc.
E’ possibile acquistarlo anche on-line seguendo questo link e certe volte c’è anche da risparmiare. Cliccando su Mimmo e Caterina potrete vederli proprio come li ho immaginati e per questo ringrazio Fran De Martino che sì, è una mia amica, ma ascoltatemi: è brava davvero. Qui sotto riporto, invece, la quarta di copertina. Fate la faccia contrita, grazie.
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Santa Precaria, menzione al Premio Siani 2008, racconta un sud inedito, lontano dagli stereotipi da cartolina e dalla cronaca nera, per tutti quelli che non sanno più a che santo votarsi.
Caterina, stagista universitaria in una tivù locale, ha ventidue anni. Da precaria fa conoscenza del mondo del lavoro. Da “santa”, s’innamora e subisce le angherie del suo capo. Questo poco sa di lei Mimmo, figlio di un camorrista e aspirante giornalista, collaboratore sottopagato di un piccolo quotidiano. Eppure queste informazioni si rivelano una buona traccia quando Caterina scompare e di lei resta solo un blog. Per ritrovarla, Mimmo si affiderà alla sorte, affrontando discariche dell’emergenza rifiuti in Campania e partite dei mondiali, macerie del terremoto e palazzoni, campi di pomodori, marocchini e croci solitarie, ritrovandosi faccia a faccia con le sue stesse radici.

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