{"id":1420,"date":"2016-06-01T12:25:25","date_gmt":"2016-06-01T11:25:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/?p=1420"},"modified":"2016-06-01T12:44:10","modified_gmt":"2016-06-01T11:44:10","slug":"vienna-waits-for-you","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/2016\/06\/vienna-waits-for-you\/","title":{"rendered":"Slow down <br>  you crazy child. <br> Una canzone per giugno"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: justify;\">Tre minuti e trentaquattro secondi\u00a0bastano\u00a0per dire tutto di me, dico sul serio. Ma cosa fare quando la tua canzone parla di una citt\u00e0 che non hai mai visto?<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 stato un\u00a0tempo in cui\u00a0<a href=\"https:\/\/youtu.be\/oZdiXvDU4P0\" target=\"_blank\">Billy Joel faceva domande <\/a>\u00a0da un 45 giri che conservavo uso reliquia.\u00a0Cos\u00ec tanto da fare e cos\u00ec poche ore in un giorno, cantava Billy e chiedeva: <strong>Dov&#8217;\u00e8 il fuoco? Dov&#8217;\u00e8 ci\u00f2 per cui vai di fretta?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;epoca gli avrei indicato il\u00a0centro del petto, oggi farei un veloce controllo sulle agenzie, fingendo di non guardarmi le costole. Ma ero all&#8217;universit\u00e0 e la vita\u00a0funzionava come funziona sempre in quei casi, avete\u00a0presente? La sveglia, le\u00a0cose da fare, l&#8217;aria per riempire\u00a0abissi, il tempo che ci vuole da qui alle sei,\u00a0le notti\u00a0in cui si usciva dal letto all&#8217;una per andare in un altro letto a guardare film francesi giocati sull&#8217;equivoco e ambientati rigorosamente in una sola stanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i miei amici procedevano come procedono gli ubriachi, di palo in palo, da una luce all&#8217;altra,\u00a0giorni, altalene, esami, ore, <strong>cartoline<\/strong>. Le ho sempre spedite, continuo a farlo ancora oggi che basta un&#8217;email. Mi piace: le mando a casa &#8211; ho continuato anche quando l&#8217;unico appassionato della cosa \u00e8 venuto a mancare -, le mando a chi significa davvero qualcosa nel conto dei miei giorni e le mando a me stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho cominciato a farlo quando ho\u00a0scoperto che non ne esistono di belle o brutte o\u00a0tristi: le cartoline esistono e basta e sempre e comunque ti dicono di un posto in cui sei stata felice e in cui non puoi ritornare, non adesso, non subito. Senn\u00f2 saresti gi\u00e0 l\u00e0 (e avresti, forse, cartoline del posto che lasci).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, proprio come adesso, credevo molto al potere della volont\u00e0 e dei rinforzi alla volont\u00e0, altro che pali e ubriachi. Ma volont\u00e0 non sentivo di averne granch\u00e9.<strong> La cosa acquistava un certo fascino.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Darmi delle priorit\u00e0:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">Volevo molto esser felice;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Felice significava non avere pi\u00f9 paure;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Siccome la cosa era poco praticabile\u00a0&#8211; <em>avrei dovuto darmi al buddismo, ma\u00a0sono stata troppo esposta al cattolicesimo, non funziona, \u00e8 come quando\u00a0fai la tinta bionda ai capelli su una base scura<\/em>\u00a0&#8211; allora mi ero proposta di averle tutte e di affrontarle, una per una.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cos\u00ec, in una cartolina dell&#8217;epoca<\/strong>, sotto i versi di Billy, avevo scritto che il mare, soprattutto se in tempesta, mi avrebbe attirato sempre pi\u00f9 della piscina. Come a dire che in piscina avrei potuto andarci solo dopo aver necessariamente naufragato (se non \u00e8 morale cattolica questa, voglio dire).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-3672\" src=\"http:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/download-494x282.jpg\" alt=\"vienna\" width=\"494\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/download-494x282.jpg 494w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/download-188x107.jpg 188w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/download-526x300.jpg 526w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/download.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 494px) 100vw, 494px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Poi i ricordi hanno cominciato a rendermi\u00a0prudente<\/strong> &#8211; che brutta cosa la prudenza -, e felice ho imparato a non dirlo pi\u00f9 da un pomeriggio freddissimo, sar\u00e0 stato novembre di almeno 3, 4 anni fa. Avevo la rittersport nella tasca dello zaino come una bambina &#8211; ci credereste? &#8211; \u00a0il cappuccio della felpa tirato su e fumavo con la testa fuori dal finestrino e fuori dal finestrino c&#8217;era il Gran Sasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Roba da americani la felicit\u00e0, non ci sono abituato, \u00e8 una cosa che si impara da piccoli, \u00e8 una cosa che non fa per me<\/em>&#8220;: avevo ricevuto un sms che diceva proprio cos\u00ec, un sms provocato, richiesto, atteso come si aspetta una confessione perch\u00e9 mi serve sempre un&#8217;ammissione per accettare cose che non capisco. Il potere delle parole, le mie e quelle degli altri: \u00e8 una delle poche\u00a0cose in cui credo, nel bene e nel male.\u00a0In quel caso io\u00a0con la mia rittersport del cazzo pensai\u00a0a quel regista italiano, non mi ricordo il nome, che aveva\u00a0dato a tutti i suoi figli, come secondo nome, l&#8217;aggettivo<em> contento<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;avevo letto in un&#8217;intervista: diceva che gli sembrava un augurio concreto o qualcosa del genere. Buttai\u00a0la rittersport nel primo cestino del primo autogrill che trovammo in prossimit\u00e0 del Gran Sasso, vomitai quella che avevo gi\u00e0 mangiato perch\u00e9 quando mi intristisco finisco sempre per dare di stomaco (dovrebbe chiamarsi <em>Effetto Garcia<\/em> questa cosa. In psicologia \u00e8 una dimostrazione del fatto che il nostro corpo \u00e8 capace di apprende l&#8217;avversione per i sapori oltre la soglia di consapevolezza; nel mio caso funziona uguale per le emozioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E allora, stamattina che \u00e8 giugno ma sembra ottobre<\/strong>, stamattina che c&#8217;ho timore del pomeriggio &#8211; ce l&#8217;ho da due settimane, durer\u00e0 ancora -, stamattina che dovrei darmi una regolata e scegliere, tra le cento cose da fare, quelle che<em> voglio<\/em>\u00a0e non (solo) quelle\u00a0che <em>devo<\/em>, per me, Billy Joel sia: <em>slow down<\/em>,<i>\u00a0rallenta<\/i>, me lo ripeto da anni ed \u00e8 sempre una bacchettata sulle mani, me che tranquilla lo sono solo quando decido io e di norma \u00e8 un fatto preoccupante, me furestica, me culo e&#8217; malassietto, me e tutti i nomi che mi hanno dato.<\/p>\n<blockquote><p><em>Although it\u2019s so romantic\u00a0on the borderline tonight, tonight<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono sempre stati\u00a0versi di questa canzone che mi sarei tatuata sui polsi, cos\u00ec per mostrarli alla vita, a dirle: capiamoci subito. Appunti\u00a0per me su di me, ma poi quando si \u00e8 trattato di farlo sul serio il mio tatuatore aveva la mappa del dolore e il polso era ben evidenziato con il colore rosso. Ho pensato: servirebbe la schiena. Ma poi il passaggio inchiostro-carne sarebbe dolore inutile, leggersi la schiena non \u00e8 mica facile, pu\u00f2 farlo solo un altro per te, di un tatuaggio del genere me ne ricorderei solo finch\u00e9 il rumore elettrico del motorino mi accompagna.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Too bad, but it\u2019s the life you lead<\/em><br \/>\n<em>you\u2019re so ahead of yourself<\/em><br \/>\n<em>that you forgot what you need<\/em><br \/>\n<em>though you can see when you\u2019re wrong<\/em><br \/>\n<em>you know, you can\u2019t always see<\/em><br \/>\n<em>when you\u2019re right<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mai saputo scegliere se sentirmi\u00a0confortata da quanto sento vero o aver paura di sbagliarmi: la prima significa andare avanti, la seconda tornare indietro. Per\u00f2 tra le cose che non mi erano mai state chiare, c&#8217;era una domanda pi\u00f9 urgente delle altre: <strong>perch\u00e9 Vienna?<\/strong> Tra tante citt\u00e0 al mondo, perch\u00e9 lei?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avevo gi\u00e0 letto del punto di interscambio, dell&#8217;incrocio di culture, avevo anche cercato e trovato <i>An Evening of Questions &amp; Answers&#8230; and a Little Music <\/i>in cui si racconta bene <a href=\"http:\/\/Why did I pick Vienna to use as a metaphor for the rest of your life? My father lives in Vienna now. I had to track him down. I didn't see him from the time I was 8 'till I was about 23-24 years old. He lives in Vienna, Austria which I thought was rather bizarre because he left Germany in the first place because of this guy named Hitler and he ends up going to the same place that Hitler hung out all those years! Vienna, for a long time was the crossroads. During the Cold War, between the Eastern Bloc, the Warsaw Pact nations and the NATO countries was the city of Vienna... Vienna was always the crossroads - between the Ottoman Empire and the Holy Roman Empire. So the metaphor of Vienna has the meaning of a crossroad. It's a place of inter...course, of exchange - it's the place where cultures co-mingle. You get great beer in Vienna but you also get brandy from Armenia. It was a place where cultures co-mingled. So I go to visit my father in Vienna, I'm walking around this town and I see this old lady. She must have been about 90 years old and she is sweeping the street. I say to my father, &quot;What's this nice old lady doing sweeping the street?&quot; He says, &quot;She's got a job, she feels useful, she's happy, she's making the street clean, she's not put out to pasture.&quot; We treat old people in this country pretty badly. We put them in rest homes, we kinda kick them under the rug and make believe they don't exist. They [the people in Vienna] don't feel like that. In a lot of these older places in the world, they value their older people and their older people feel they can still be a part of the community and I thought, &quot;This is a terrific idea - that old people are useful - and that means I don't have to worry so much about getting old because I can still have a use in this world in my old age.&quot; I thought, &quot;Vienna waits for you...&quot; There is also a lot of inside stuff on the song. The beginning and the end is very Kurt Weill. That kind of sick, middle-European, kinky decadent thing... cabaret kinda... there's a lot of crazy stuff going on. We are seeing the result of it in this ethnic warfare in the Balkans which is a tragedy. This century started out with this Assassination of the Archduke in Sarajevo and that begat World War I which begat the Russian Revolution, then you had the Depression then that begat World War II and then that begat the Cold War and all that's over but they're still blowing each other to smithereens in Sarajevo. So this whole thing is going on in middle Europe - it's Kurt Weill. And some composers, Dvo\u0159\u00e1k, Smetana - they captured it.\" target=\"_blank\">tutta la storia<\/a>\u00a0di un padre scappato,\u00a0ritornato e, infine, ritrovato,\u00a0ma di Vienna io me ne ricordo solo per un brutto romanzo e i film della Principessa Sissi trasmessi la domenica pomeriggio sulle tv locali. E per un esame di cultura mitteleuropea del mio ex e perch\u00e9 ci aveva studiato\u00a0Carlo Michelstaedter,\u00a0il <em>Buddha dell&#8217;Occidente.\u00a0<\/em>E per i racconti di un amico sul freddo e sui cognacchini presi di prima mattina per riscaldarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Avrei preferito Berlino<\/strong>, senza l&#8217;aura nostalgica, tutta avanguardia in barba al passato, e che l&#8217;avanguardismo non sia poi una forma di nostalgia. <strong>Avrei adorato Dublino<\/strong>, con tutto quel divertimento regolato, tutto quel vento, tutto quel tempo che cambia tanto che il fatto di non poterci fare affidamento \u00e8 una sicurezza. Avrei gradito un posto in cui sono stata, Billy, dicevo, non uno in cui dovrei esser per affinit\u00e0, elezione, ma che non ho mai visto, che non \u00e8 mio (al solito).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per una che\u00a0conosce il fascino del nuovo e anche quello del passato, per una che non subisce pi\u00f9 n\u00e9 l&#8217;uno n\u00e9 l&#8217;altro, ma a cui\u00a0\u00e8 rimasto quello del presente progressivo, l&#8217;andante, la giornata come cane che ti corre dietro, ecco,\u00a0vuoi vedere che \u00e8\u00a0meglio che Vienna sia ancora da scoprire?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vienna me la dovrei lasciar per ultima, pulita, cos\u00ec sar\u00e0 l&#8217;unico posto possibile? La verit\u00e0 \u00e8 che non voglio che\u00a0mi deluda: se succede\u00a0come la mettiamo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vado da Billy Joel a dirgli che mi ha dato anche lei le luci e i tramonti e le mattine e i ricordi, le vhs puoi riavvolgere senza che nulla cambi davvero,\u00a0la vita che passa e a metterla da parte si diventa solo pi\u00f9 saggi o\u00a0pi\u00f9 soli &#8211; si \u00e8 sempre soli un&#8217;ora di troppo &#8211; , o forse semplicemente pi\u00f9 cattivi, prima di tutto con se stessi? Billy Joel risponderebbe, sempre e comunque,<em><strong> slow down you crazy child<\/strong><\/em>. E avrebbe ragione, ancora una volta.<\/p>\n<p><center><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/oZdiXvDU4P0?rel=0&amp;showinfo=0\" width=\"400\" height=\"225\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/center><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre minuti e trentaquattro secondi bastano per dire tutto di me, dico sul serio. 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