{"id":1708,"date":"2012-05-16T20:16:47","date_gmt":"2012-05-16T19:16:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/?p=1708"},"modified":"2012-05-31T09:51:26","modified_gmt":"2012-05-31T08:51:26","slug":"non-siamo-mai-state-baby","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/2012\/05\/non-siamo-mai-state-baby\/","title":{"rendered":"Non siamo mai state Baby"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premessa<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne ho parlato a RaiRadio2 con le <a title=\"radio2\" href=\"http:\/\/www.radio2.rai.it\/dl\/Radio2\/popupaudio.html?t=BRAVE%20RAGAZZE%20del%2009%2F05%2F2012%20-%20Parte%201&amp;p=BRAVE%20RAGAZZE%20del%2009%2F05%2F2012%20-%20Parte%201&amp;d=&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.radio.rai.it%2Fpodcast%2FA42453712.mp3\" target=\"_blank\">Brave Ragazze <\/a> (qui anche la <a title=\"radio2\" href=\"http:\/\/www.radio2.rai.it\/dl\/Radio2\/popupaudio.html?t=BRAVE%20RAGAZZE%20del%2009%2F05%2F2012%20-%20Parte%202&amp;p=BRAVE%20RAGAZZE%20del%2009%2F05%2F2012%20-%20Parte%202&amp;d=&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.radio.rai.it%2Fpodcast%2FA42453713.mp3\" target=\"_blank\">seconda parte<\/a>) e a <a title=\"Booksweb\" href=\"http:\/\/www.booksweb.tv\/index.php?p=booksweb_video&amp;o=view&amp;video_id_length=10&amp;video_id=59,134\" target=\"_blank\">Booksweb<\/a> con Chiara Beretta Mazzotta e anche da qualche altra parte immagino, ma la figura di Ricardo, l&#8217;animatore ballerino di<a href=\"http:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/inutili-fuochi\/\" target=\"_blank\"> Inutili Fuochi<\/a> riscuote interesse tale che ho pensato, va bene, scriviamo di Ricardo sul blog. Il fatto che Ricardo sia il mio preferito non c&#8217;entra niente, non \u00e8 vero, non faccio le spartenze. E poi adesso faccio un discorso lunghissimo, che ho in testa pi\u00f9 o meno da quando avevo 16 anni e per la prima volta accesi la tiv\u00f9 su quella bibbia delle relazioni umane in vacanza che \u00e8 <em>Dirty Dancing<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovete sapere che <em>Dirty Dancing, Balli proibili<\/em>, a casa mia non era propriamente ben visto. A casa mia si vedevano decisamente altre cose, per cui ricordo nottate a guardare la trilogia di Kie\u015blowski con mio padre e pomeriggi a guardare la produzione D&#8217;Angelo-Grassia con mia madre (che non disprezza neppure i musicarelli con Gianni Morandi soldato che torna in ginocchio da Laura Efrikian).<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prologo per chi \u00e8 stato su Marte negli ultimi vent&#8217;anni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-1717\" style=\"margin: 5px;\" src=\"http:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/dd-149x188.jpg\" alt=\"\" width=\"149\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/dd-149x188.jpg 149w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/dd.jpeg 339w\" sizes=\"auto, (max-width: 149px) 100vw, 149px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La trama di Dirty Dancing \u00e8 presto detta: siamo nell&#8217;estate dell&#8217;63 e niente al mondo \u00e8 ancora davvero accaduto, non i Beatles, non Kennedy. Niente \u00e8 ancora davvero accaduto neppure alla dolce dolce Frances Houseman, detta Baby (che voglio dire, se ti chiamano cos\u00ec e hai gi\u00e0 le tette c&#8217;\u00e8 un problema).\u00a0 Baby \u00e8 in vacanza con la famiglia in un villaggio turistico senza mare, il villaggio Kellerman: dopo due secondi che \u00e8 scesa dalla macchina dimentica l&#8217;obiettivo di entrare nei Peace Corps e travolta dal mambo arriva ad una festa portando con s\u00e9 un&#8217;anguria (il particolare dell&#8217;anguria \u00e8 molto importante, noi tutte ragazze ci siamo autoinvitate almeno una volta ad un party con la scusa di portare questo e quello). La nostra eroina in pantaloni a tre quarti e camicetta fa la conoscenza di Johnny, che poi \u00e8 Patrick Swayze, che poi \u00e8 un figaccione, ma che sotto il sangue caliente da ballerino di latinos \u00e8 una personcina sensibile e a modo che disprezza le giovinastre e le signore ricche e preferisce ascoltare Otis Redding nel suo bungalow. Differenze di classe e di genere non contano quando si balla, quindi dagli un giorno, dagli l&#8217;altro Johnny e Baby si innamorano. Per tutto un fatto che immagino conosciate benissimo la loro \u00e8 una relazione funestata (dal padre di lei, dal capo di lui, persino da un paio di vecchiastri tedeschi).\u00a0 Ma il ballo e l&#8217;amore non possono cadere dinanzi alle convenzioni sociali: durante l&#8217;ultimo giorno di vacanza della famiglia Houseman, Johnny ritorna nel villaggio turistico, tira via come una figurina la sua amata dal tavolino aspartato dove l&#8217;avevano relegata i genitori, pronuncia la frase topica: <strong>&#8220;Nessuno mette Baby in un angolo&#8221;<\/strong> e la porta al centro della pista. Qui i due si lanciano in un mambo collettivo con tanto di salto finale dal palco.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo a noi<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sedici anni non ero ancora la flessuosa tizia che balla la salsa cubana che sono stata quest&#8217;inverno. A sedici anni, pi\u00f9 o meno come succede a tutti, io non ero ancora in generale. A dir la verit\u00e0 mi sorprendevo anche quando riuscivo a tenermi in equilibrio sulla bicicletta. Ma per chiunque sia cresciuto nell&#8217;entroterra campano negli anni novanta il ballo latino americano era una credenziale da esibire tra pari come adesso succede con la french manicure (e io mangio le unghie, quindi \u00e8 tutto un dire). Non attorcigliarsi durante il doppio giro de <em>La duena de lo swing<\/em> presupponeva tu sapessi muoverti anche in altre situazioni: presupponeva tu fossi veloce abbastanza da svignartela un&#8217;ora prima da lezione, presupponeva tu sapessi cavartela con i ragazzi, e anche forse che tu sapessi contenere in una gamma di gesti molto ristretta l&#8217;irruenza tipica dell&#8217;adolescenza, che fossi gi\u00e0 una donna padrona dei suoi fianchi, non una ragazzetta che si chiede dove sono i suoi fianchi (e li ritrova probabilmente in un jeans della Killah Babe).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A noi tutte, vestite come nella pubblicit\u00e0 di El Charro<em>, Dirty Dancing<\/em> prometteva l&#8217;accessibilit\u00e0 alla scioltezza di movimenti: abbiamo sognato su queste atmosfere che a guardarle ora, smaliziate pi\u00f9 o meno sui nostri corpi in movimento, sono quasi pornosoft. All&#8217;epoca gridavano libert\u00e0 dalla costrizione dei primi reggiseni e delle ore di latino e dalle orribili tute in acetato assolutamente necessarie per far movimento, e ci dicevano anche di Johnny alias Patrick e della sua estraneit\u00e0 ai tizi che si aggiravano per i corridoi del liceo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La completa assenza di punti di riferimento concreti, a sedici anni non \u00e8 necessariamente una cosa brutta: ti fa pensare che ci sia dell&#8217;altro, da qualche altra parte. Ti fa appendere poster, comprare videocassette, guardare trentacinque volte <em>Titanic<\/em>, ma sempre nella speranza di ricevere delle conferme: la prima sul tuo futuro che ti vedr\u00e0 di certo caparbia, sicura, ma mai stronza, quasi come se la frase del Che sull&#8217;esser duri senza perdere tenerezza fosse stata leggittimata dal Cio\u00e9; e la seconda, quella sull&#8217;uomo in brillantina, chiodo, passi veloci, modi spicci come quando dimentica le chiavi attaccate al cruscotto della macchina e non perde tempo nel pensare a come fare, mica chiama l&#8217;Aci, no, lui spacca il vetro, direttamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un mondo in cui non esiste esitazione: era questo che<em> Dirty Dancing<\/em> ci faceva desiderare. E il desiderio cresceva in noi come erba marzolina, cercava strade e posti dove attecchire. Pensavamo che il luogo giusto fosse l&#8217;amore &#8211; non \u00e8 poi una relazione semplice, chiara, cristallina, quella cui aneliamo? &#8211; poi che l&#8217;avremmo ritrovato identica, questa voglia di fare e muoversi, nelle nostre due settimane di ferie, perch\u00e9 le ferie quelle sono, paghi per loro, e allora tanto vale metterle a frutto e non chiedersi pi\u00f9 di tanto il perch\u00e9 delle cose. Storie brevissime, improvvise sortite al centro della pista, bagni di mezzanotte. C&#8217;\u00e8 chi ancora ci crede, e io non riesco a dirne male e personalmente mi sono regalata un corso di salsa cubana, come dicevo prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Ricardo, nel libro, queste cose le sa. Conosce i trucchi tanto bene che da spettatore della magia \u00e8 diventato mago. Mi viene da pensare, a ritroso, che Dirty Dancing potrebbe averlo visto, imparato a memoria. E che anche lui, come noi, abbia infine capito che il tirarci via dall&#8217;angolo spetta, infine, a noi stessi.<\/p>\n<p><center><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/-sYKI4A3uhc?rel=0\" frameborder=\"0\" width=\"364\" height=\"205\"><\/iframe><\/center><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa Ne ho parlato a RaiRadio2 con le Brave Ragazze (qui anche la seconda parte) e a Booksweb con Chiara Beretta Mazzotta e anche da qualche altra parte immagino, ma la figura di Ricardo, l&#8217;animatore ballerino di Inutili Fuochi riscuote interesse tale che ho pensato, va bene, scriviamo di Ricardo sul blog. 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