{"id":3475,"date":"2015-09-22T10:35:42","date_gmt":"2015-09-22T09:35:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/?p=3475"},"modified":"2016-03-20T10:48:54","modified_gmt":"2016-03-20T09:48:54","slug":"cuba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/2015\/09\/cuba\/","title":{"rendered":"Cuba, si as\u00ed es la vida, hay que vivirla"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello l\u00ec \u00e8 Che Guevara&#8230;e l&#8217;altro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ges\u00f9 Cristo!<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono su un bus che transita per Plaza de la Revoluci\u00f3n, un bus rosso a due piani che per noi dovrebbe essere una sorta di standard del turista non automunito e con poco tempo, e per gli autoctoni una novit\u00e0, giacch\u00e9 tutti \u2013 anche gli adulti, per capirci \u2013 salutano al nostro passaggio. La Habana, fuori dal centro, dopo una avenida e una calle a scansare con la testa i rami dei flamboyant, l&#8217;albero dai fiori rossi icona nazionale tra le tante. E poi la piazza: vuota sotto il sole, da un lato il Che e poco pi\u00f9 avanti, trasfigurato come Nostro Signore, Camilo Cienfuegos che quasi nessuno dei miei compagni di viaggio riconosce (nonostante il suo ruolo e il fatto che, a mio modesto parere, sia anche il pi\u00f9 carino dei vari artefici della rivoluzione cubana).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-3480\" src=\"http:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/7-494x356.jpg\" alt=\"7\" width=\"494\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/7-494x356.jpg 494w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/7-188x135.jpg 188w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/7-416x300.jpg 416w\" sizes=\"auto, (max-width: 494px) 100vw, 494px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il malentendido cultural, il cappello da guajiro ora aureola e il pizzo da barbudos come iconografia cattolica \u00e8 forse pi\u00f9 giustificabile se vi dico che \u00e8 qui che Papa Francesco celebrer\u00e0 la messa il prossimo 20 settembre, con il Che, suo compatriota, alla destra e Jos\u00e9 Mart\u00ed, altro padre della patria, alla sinistra? C&#8217;\u00e8 gi\u00e0 un palco, una croce, molti uomini a lavoro ma chiedere, qui come altrove, significher\u00e0 sentirsi rispondere senza l&#8217;entusiasmo che immaginereste: non c&#8217;\u00e8 un popolo che aspetta, o almeno, io non l&#8217;ho visto. Gli unici festoni erano quelli del Carnevale che andava a finire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sulla centralissima calle Obispo, ripavimentata facendosi largo tra i turisti un pezzo alla volta, senza una sosta che non fosse dovuta alla pioggia, avendo deciso di indagare meglio su questa cosa del \u201cPapa a La Habana\u201d, ho chiesto informazioni ad una signora del Comit\u00e9s de Defensa de la Revoluci\u00f3n e la conversazione \u00e8 stata pi\u00f9 o meno questa: &#8211; I lavori sono per la venuta di Papa Francesco? &#8211; Anche. L&#8217;unico, tangibile segno di benvenuto al Pontefice stava in un manifesto appiccicato sul retro di un bici-taxi. Il nostro compagno di viaggio autoctono e preziosissimo racconter\u00e0, poi, il suo punto di vista: la vera visita, attesa dai pi\u00f9, era quella del segretario di Stato Usa John Kerry, il primo sull&#8217;isola dopo settant&#8217;anni con tanto di alzabandiera a stelle e strisce sullo sfondo del Malecon, un lungomare che somiglia terribilmente al nostro negli anni Ottanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-3481\" src=\"http:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/15-370x494.jpg\" alt=\"15\" width=\"370\" height=\"494\" srcset=\"https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/15-370x494.jpg 370w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/15-141x188.jpg 141w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/15-224x300.jpg 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 370px) 100vw, 370px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo lasciato la citt\u00e0 il giorno dopo per scendere verso sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E per quanto dissestata fosse la strada che stavamo facendo, per quanta necessit\u00e0 avessimo di arrivare a destinazione prima che calasse la sera giacch\u00e9 l&#8217;illuminazione puoi scordartela una volta sceso il sole, nonostante anche il fatto che le uniche informazioni attendibili per orientarsi fossero i cartelli con il nome della finca, il fondo coltivato che si estendeva fino a dove arrivava il nostro sguardo oppure \u2013 ed era la stragrande maggioranza dei casi \u2013 gli slogan e le immagini di propaganda del tipo: \u201cDavanti al Che fatto con le pietre siamo gi\u00e0 passati\u201d, quello che ho visto era cos\u00ec dignitoso e colorato da meritarsi attenzione, cortesia, voglia di capire. Cos\u00ec Cuba \u00e8 diventata, per me, una sorta di passino che filtra l&#8217;esistenza: separa quello che vuoi da quanto ti \u00e8 indispensabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-3482\" src=\"http:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_20150808_123520-494x370.jpg\" alt=\"IMG_20150808_123520\" width=\"494\" height=\"370\" srcset=\"https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_20150808_123520-494x370.jpg 494w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_20150808_123520-188x141.jpg 188w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_20150808_123520-400x300.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 494px) 100vw, 494px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;acqua, ad esempio. Parti sapendo che non potrai bere quella del rubinetto e che ti conviene scegliere sempre bottiglie sigillate e bevande senza ghiaccio. Consigli da turista: seguirli davvero \u00e8 un&#8217;altra cosa. In alcuni posti in cui ho dormito, al punto 3 dei servizi offerti c&#8217;era proprio questo bene primario, spiegando i motivi per cui si potrebbe anche bere direttamente alla canna, ma forse \u00e8 meglio di no. In ogni caso, questa \u00e8 una riflessione da fare quando, aprendo i rubinetti, l&#8217;acqua c&#8217;\u00e8: non sempre \u00e8 cos\u00ec e la filosofia cubana \u00e8 quella di dare per certo il suo ritorno, ma non sapere esattamente quando (dopo un po&#8217; ci si fa l&#8217;abitudine, comunque. E poi, la cosa succede in Campania, figuriamoci se non pu\u00f2 capitare qui). Se pensate che la situazione possa essere facilmente risolta andando in un supermarket o in un chioschetto vi sbagliate: per quanto la regola non sia chiara, non \u00e8 detto che chi vende la Tukola (la cola alternativa prodotta in patria) o altri refrescos abbia anche della minerale, anzi. Lo stesso vale per i negozi dove ci sono file diverse in base a cosa acquisterai e le balle d&#8217;acqua, quando presenti, sono esposte su quegli scaffali centrali come merce importante, prima del banchetto dove un rotolo di carta igienica costa 40 centesimi di Cuc e il rum invecchiato di sette anni, ne costa poco meno di 4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un giorno, dopo aver visitato il memoriale dedicato al Che a Santa Clara, sono tornata alla macchina con Jorge che canticchiava la canzone, quella entra\u00f1able transparencia de tu querida presencia, per capirci, con una gioia che davvero aveva poco a che fare con la politica per come la conosciamo. Sapeva d&#8217;infanzia, ecco, e io, giovane italiana che si era infilata in una casa cooperativa dell&#8217;artigianato o in una fabbrica di manufatti d&#8217;argilla, che era entrata nelle case e ci aveva trovato iguane al guinzaglio, che aveva spiegato ad un cantante da paladar che \u201cBrucia la terra\u201d, la canzone de \u201cIl Padrino III\u201d, non ha molto a che fare con la mafia, anzi, \u00e8 una canzone d&#8217;amore struggente e poteva cantarla con una certa tranquillit\u00e0 (ho dovuto, per suggellare la cosa, tradurla), io, ad aspettare una macchina rotta che non pu\u00f2 partire perch\u00e9 manca il pezzo di ricambio dalla capitale, ad ammettere che alcune citt\u00e0 sembrano reduci da un bombardamento o a ricevere lettere e abbracci da gente che non avrei pi\u00f9 rivisto e di cui ignoravo l&#8217;esistenza, una sera in cui era cos\u00ec buio che la Via Lattea sembrava una macchia nel cielo, mi sono trovata a vergognarmi di non sapere \u2013 non tutto \u2013 quasi come la compagna di bus che il caso aveva posto dietro di me in Plaza de la Revoluci\u00f3n.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-3483\" src=\"http:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_20150811_165423-494x370.jpg\" alt=\"IMG_20150811_165423\" width=\"494\" height=\"370\" srcset=\"https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_20150811_165423-494x370.jpg 494w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_20150811_165423-188x141.jpg 188w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_20150811_165423-400x300.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 494px) 100vw, 494px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ero una turista, a cantarmi Guantanamera sarebbe stato un delfino durante uno spettacolo, e qualcuno si sarebbe anche stupito del fatto che la conoscessi. Ero una straniera: visitando Cuba e le sue citt\u00e0, i fatti e le persone che le animavano mi sembravano cos\u00ec legate le une alle altre da desiderare anche io e anche inconsciamente una tale vicinanza ai miei compatrioti, per potermi sentire a casa, e casa poteva essere anche un vialone poco curato in cui per\u00f2 c\u2019\u00e8 la calma giusta per una partita a scacchi con tanto di pubblico. \u00abMi ni\u00f1a!\u00bb Chiamavano i campesinos sulla carrettera central o sull&#8217;autopista &#8211; l&#8217;autostrada mai completata dopo la dissoluzione dell&#8217;Urss e la fine degli aiuti sovietici &#8211; provando a vendermi formaggi e corone d&#8217;aglio come da noi capita per i fazzolettini: ho detto di no, ma ho sperato, giuro, che il cambiamento tanto auspicato avvenga nella maniera pi\u00f9 gentile, gestibile e comprensibile anche per loro, soprattutto per loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-3484\" src=\"http:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_20150809_194417-494x370.jpg\" alt=\"IMG_20150809_194417\" width=\"494\" height=\"370\" srcset=\"https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_20150809_194417-494x370.jpg 494w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_20150809_194417-188x141.jpg 188w, https:\/\/www.santaprecaria.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_20150809_194417-400x300.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 494px) 100vw, 494px\" \/><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Questo racconto della mia\u00a0estate 2015 a Cuba, tra La Habana, la Cienaga de Zapata, Trinidad, Cienfuegos, Santa Clara, La Hanabanilla, Sancti Spiritus e Cayo Largo \u00e8 stato pubblicato su Il Mattino il 19 settembre 2015<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello l\u00ec \u00e8 Che Guevara&#8230;e l&#8217;altro? 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