giugno 19, 2008 5

Nemo propheta in patria

By in im-precando

Stamattina hanno suonato alla porta. Era un’operatrice di non so quale compagnia telefonica. Ha i capelli piastrati, una cartelletta bianca in mano. Mi guarda da dietro gli occhiali da sole a goccia e fa: “Tieni il telefono?”. Faccio sì con la testa e lei segna qualcosa sul foglio. Preciso: “Si, ma tanto non serve a niente”. Mi guarda basita, con la penna a mezz’aria: “In che senso?” continua. “Nel senso che è inutile. Dovrei avere qualcuno da chiamare a telefono, per prima cosa” puntualizzo. Ho la faccia affranta, lo so. Ho finito di piangere due secondi fa davanti ad un comunicato stampa. Mi guarda ancora, poco convinta: “C’è un’offerta che allora può essere interessante perchè…” Apro le mani e alzo braccia, come se stessi dirigendo le ultime battute di un’orchestra: si ferma di botto. Ci guardiamo per un nanosecondo di pace cosmica. Lei mi sorride e le sorrido anch’io di riflesso, incerta dell’aspetto che ho, del mio pigiama, dei capelli legati e degli occhi rossi. Ma lei è sicura, adesso. Cambia foglio dalla cartelletta, riprende la penna. Apre la bocca lentamente e mi dice: “Stai cercando lavoro, vero?”

 

Share

Tags: , ,

5 Responses to “Nemo propheta in patria”

  1. ste scrive:

    no, perchè piangere davanti ad un comunicato stampa. cosa conteneva di drammatico?
    buona giornata

  2. Valeria scrive:

    io piango davanti ai comunicati scritti coi piedi.

  3. Raffa scrive:

    mi rendo conto che nessuno mi chiede come mai piangevo. bene.

  4. ste scrive:

    forse mi sono espresso male, ma volevo chiederti come mai piangevi e ho scritto “cosa conteneva di drammatico?”
    ti regalo un sorriso

  5. cinzia scrive:

    Il tuo stile non mi piace.

Leave a Reply