CategoriaInutili Fuochi

Inutili Fuochi a Bologna

Sabato 26 maggio
ore 21 GARP – Giovani Autori Raccontano il Presente
Modo Infoshop (Interno 4 Bologna – via Mascarella)
Con me, Andrea Rinaldi e Marco Nardini

Il 26 e 27 maggio a Bologna la letteratura si concentra sui giovani autori con la rassegna GARP – Giovani Autori Raccontano il Presente, un piccolo festival di incontri e reading interamente dedicato agli scrittori più giovani. 10 autori italiani e 1 spagnola provenienti da grandi e piccole case editrici portano nel capoluogo emiliano i loro libri. E ci sono anch’io, che ne approfitterò anche per vendicare un’intera generazione passando sotto le due torri a tributo della nostra adolescenza. Essere stati adolescenti negli anni novanta significa che poi cresci e non puoi andare a Bologna senza pensare a quel diavolo d’uomo di Alex D, e ad Aidi senza aggettivi, e realizzare che ti stava l̶e̶g̶g̶e̶r̶m̶e̶n̶t̶e̶ sulle scatole, lei e le sue magliette bianche.

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Non siamo mai state Baby

Premessa

Ne ho parlato a RaiRadio2 con le Brave Ragazze (qui anche la seconda parte) e a Booksweb con Chiara Beretta Mazzotta e anche da qualche altra parte immagino, ma la figura di Ricardo, l’animatore ballerino di Inutili Fuochi riscuote interesse tale che ho pensato, va bene, scriviamo di Ricardo sul blog. Il fatto che Ricardo sia il mio preferito non c’entra niente, non è vero, non faccio le spartenze. E poi adesso faccio un discorso lunghissimo, che ho in testa più o meno da quando avevo 16 anni e per la prima volta accesi la tivù su quella bibbia delle relazioni umane in vacanza che è Dirty Dancing.

Dovete sapere che Dirty Dancing, Balli proibili, a casa mia non era propriamente ben visto. A casa mia si vedevano decisamente altre cose, per cui ricordo nottate a guardare la trilogia di Kieślowski con mio padre e pomeriggi a guardare la produzione D’Angelo-Grassia con mia madre (che non disprezza neppure i musicarelli con Gianni Morandi soldato che torna in ginocchio da Laura Efrikian).

Prologo per chi è stato su Marte negli ultimi vent’anni

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Torino è un sacco di cose
che non si possono scrivere

Che l’ultima volta c’erano vento e metropolitane da aspettare in due e prendere uno alla volta, e quest’anno invece. Torino aveva le braccia scoperte al sole, e viali lunghi di vetrine pulite, e me sola su questi viali odorosi di vetril a cercare un tabacchi una ricarica telefonica un posto all’ombra. Prima di arrivare al Salone ho deciso per l’esperimento di aggiustarmi la bocca, in modo che potessi sempre collegare il fatto di essere sola al gusto della torta gianduia della pasticceria Peyrano.
Da qui in poi è andato tutto liscio.

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che non si possono scrivere”